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13/05/2009 - Calabria&Europa
Cooperare insieme per la sicurezza in Europa
(Comunicato)
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Cooperare insieme per la sicurezza in Europa |
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Scritto da Federica Franco |
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Mercoledì 13 Maggio 2009 18:04 |
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GERACE – Si è tenuto oggi a Gerace presso la Chiesa di San Francesco il seminario di alta formazione professionale “La sicurezza in Europa” Indagini, rogatorie, procedimenti giudiziari....problemi e punti di forza di uno spazio comune in costruzione. L’evento è stato aperto dai saluti del primo cittadino di Gerace, Salvatore Galluzzo, il quale ha dichiarato che “bisogna chiedersi come conquistare la dignità di cittadini europei ad iniziare dal rispetto dei diritti umani, e la sicurezza è indubbiamente uno di questi diritti”. Galluzzo, inoltre ha proseguito dichiarando che “la Città di Gerace è orgogliosa di ospitare eventi che trattano tematiche di rilevanza internazionale come quello della sicurezza”, e che i relatori intervenuti all’iniziativa hanno avuto la possibilità di approfondire l’argomento in questione puntando non tanto sulla teoria ma sulla pratica che deriva dall’esperienza maturata nel settore.Di fatto all’appuntamento hanno partecipato, in rappresentanza delle istituzioni coinvolte: il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Locri Giuseppe Carbone; il Segretario Generale del Sindacato di Polizia Coisp Franco Maccari; l’Assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Reggio Calabria Attilio Tucci e il Comandante della Guardia di Finanza della Regione Calabria Gaetano Giancane. Quest’ultimi si sono dovuti confrontare e hanno dovuto esporre i loro pareri ad un pubblico variegato composto dagli studenti delle terze classi dell’ITC Marconi di Siderno, dal sindaco di Siderno Figliomeni e da alcuni rappresentanti della Polizia municipale dei paesi del comprensorio. Durante il corso del dibattimenti si è messa in evidenza l’importanza della cooperazione tra le forze dell’Ordine a livello internazionale, soprattutto per sconfiggere la criminalità organizzata la cui attività si articola nel riciclaggio del denaro sporco e nel traffico di droga, armi e organi. In definitiva in una realtà in cui la mafia ha abbandonato i suoi confini tradizionali per operare in un contesto che potremo definire “globalizzato” anche i mezzi per combatterla devono assumere delle dimensioni internazionali. La seconda parte del Seminario è stata invece, dedicata all’esposizione delle argomentazioni dei relatori che hanno approfondito la tematica della sicurezza ognuno dal proprio punto di vista e dalla propria sfera di competenza. La prima a prendere la parola è stata la Dottoressa Francesca Pellegrino, docente di Diritto dell’Unione Europea, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Messina, che si è soffermata a discutere sul concetto di costruzione di uno “spazio comune di libertà, sicurezza e giustizia”. Essa ha messo in evidenza come il concetto di sicurezza comune e di cooperazione giudiziaria tra le forze dell’ordine, uno dei tre pilastri fondamentali del trattato di Maastricht, ha subito dei profondi cambiamenti con il trattato più recente di Lisbona. Quest’ultimo mira a rendere l’Europa più efficiente più democratica e più partecipe nella scena internazionale. Invece, la Dottoressa Lo Faro, ricercatrice di diritto Penale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Reggio Calabria, ha posto l’accento sulla necessità di creare delle norme più omogenee ed armonizzate tra i paesi membri in ambito della procedura penale per agevolare la collaborazione tra le Nazioni. Tuttavia, sono stati gli interventi del Procuratore Nazionale Antimafia Alberto Michele Cisterna e della rappresentante del DG Justice della Commissione Europea Martine Parmantier ha costituire il punto focale del Seminaro. Cisterna ha messo in evidenza come la non condivisibilità, da parte dei Paesi europei ,di alcuni metodi utilizzati dall’Italia per combattere la criminalità organizzata (come le intercettazioni e il ricorso ai collaboratori di giustizia) rallenta la possibilità di collaborazione tra le forze dell’Ordine a livello comunitario. Secondo il Procuratore Antimafia, infatti, l’Italia oltre ad impegnarsi a denunciare il fenomeno mafioso, che sfortunatamente la vede protagonista, in tutto il mondo deve far capire agli altri Stati quanto importante sia condividere gli stessi strumenti per combatterlo. Martine Parmantier ha invece fatto presente come, benché solo di recente la Commissione Europea ha iniziato a trattare la problematica della sicurezza, vi sono dei fondi per finanziare dei progetti inerenti tale settore, finanziamenti che tuttavia, sono rimasti inutilizzati a causa della presentazione di progetti inadeguati o del disconoscimento dell’iniziativa da parte dei Paesi della Comunità Europea.Le conclusioni sono state, infine, tratte dal Questore di Reggio Calabria Carmelo Casabona il quale, facendo riferimento alla sua esperienza lavorativa, ha dichiarato che la collaborazione tra gli Stati è possibile soltanto se c’è la volontà di superare i problemi che interessano tutti, mettendo all’occorrenza da parte quel formalismo che serve soltanto a rallentare l’attività di chi lavora per la messa in sicurezza dei cittadini.Il Seminario si è concluso in serata con una visita guidata al centro storico di Gerace e con un concerto musicale dell’Orchestra di fiati di Delianuova.In definitiva iniziative come queste dovrebbero essere prese più spesso in quanto, come ha dichiarato lo stesso Questore Casabona, oggi giorno il compito dei Sindacati non è solo quello di tutelare la categoria dei lavoratori che rappresentano ma anche garantirne la crescita attraverso l’organizzazione di convegni simili, come appunto sembra voler fare il Sindacato di Polizia Coisp. |





